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Fisioterapia, fisioterapia e brutte esperienze notturne

Fisioterapia, fisioterapia e brutte esperienze notturne Come già accennato le prime sedute di fisioterapia si sono svolte a letto e poi, con l'arrivo della carrozzina, siamo passati alla palestra, dove poi ho anche compreso che i miei fisioterapisti (mattina e pomeriggio) sarebbero stati fissi per tutto il periodo di ricovero. Adesso, a posteriori, realizzo quanto la prontezza dei soccorsi sia stata fondamentale (vi ho raccontato che il pompiere che ha chiamato l'ambulanza nel suo precedente lavoro era un infermiere ed è stato lui a capire che qualcosa non andava?). A meno di un mese dal mio ingresso al Santa Lucia sono in piedi e "camminicchio" su un deambulatore con supporto - una specie di mutandone - che mi aiuta a stare in piedi che altrimenti in un secondo il ginocchio sinistro cederebbe e mi ritroverei a strisciare tipo verme. Questo il lavoro mattutino con Simona Orso, nel pomeriggio altro deambulatore con Francesca Monteverde, però fisso, per imparare i...
Il Coma Mia sorella dice che sono uno spreco di persona perché non bevo e non fumo, quindi - data la mia vasta esperienza - credetemi quando affermo che la roba che danno in ospedale per tenerti in coma farmacologico è veramente buona. Certo, ora so che tutto ciò che ho sognato era per l'appunto solo questo: un sogno. Eppure ho dovuto chiedere conferma di tante e diverse cose, come per esempio che no - non ero stata mandata in un ospedale a Ginevra, nonostante avessi visto il nome della città sulle lenzuola,  e neanche stata ricoverata in un ospedale a Seattle (sì, guardo fin troppe serie TV) per partecipare a una rivoluzionaria terapia neurologica che comprendeva caschi e fili da muovere "col pensiero". E se questo non fosse abbastanza sappiate che ho viaggiato da Ginevra alla campagna romana e ritorno in un fantastico ospedale semovente (sì, modello Castello errante di Howl), che ho vissuto in prima persona dentro una stagione di Once Upon a Time e potrei giurare s...
Il fattaccio 15.01.2018 Sto lavorando come cuoca presso la caserma dei vigili del fuoco di Ostia - Roma. Chi lavora a contatto col pubblico lo sa e quelli della ristorazione ancora di più: se il cliente vuole lamentarsi troverà sempre qualcosa per cui farlo. Potresti servire aragosta e caviale tutti i santi giorni e non andrebbe comunque bene. Nel mio caso specifico un caposquadra dei vigili del fuoco dove lavoravo aveva deciso che, se per qualsivoglia motivo, fossi stata sprovvista degli ingredienti necessari alla realizzazione del menù previsto allora sarei dovuta uscire per acquistarli di tasca mia. Io, stranamente, non ero d'accordo e la discussione degenerò fino a che non lo mandai a quel paese. Comunque adesso il pranzo è pronto, ho portato fuori il carrello coi primi e rientro per finire di preparare i secondi. Mi sembra sia passato sì e no un minuto, ma nel tempo di rientare e riorganizzare le idee mi scoppia un mal di testa epocale e dopo un primo rifiuto accetto l...