Il Coma
Mia
sorella dice che sono uno spreco di persona perché non bevo e non
fumo, quindi - data la mia vasta esperienza - credetemi quando
affermo che la roba che danno in ospedale per tenerti in coma
farmacologico è veramente buona. Certo, ora so che tutto ciò che ho
sognato era per l'appunto solo questo: un sogno. Eppure ho dovuto
chiedere conferma di tante e diverse cose, come per esempio che no -
non ero stata mandata in un ospedale a Ginevra, nonostante avessi visto il nome della città sulle lenzuola, e neanche stata
ricoverata in un ospedale a Seattle (sì, guardo fin troppe serie TV)
per partecipare a una rivoluzionaria terapia neurologica che
comprendeva caschi e fili da muovere "col pensiero". E se
questo non fosse abbastanza sappiate che ho viaggiato da Ginevra alla
campagna romana e ritorno in un fantastico ospedale semovente (sì,
modello Castello errante di Howl), che ho vissuto in prima persona
dentro una stagione di Once Upon a Time e potrei giurare su quanto ho
di più caro a questo mondo che sono stata spremuta da un estrusore
come gelato del Mcdonald's e di essermi sciolta dentro un sacchetto
di carta al calore estivo (ricordo che siamo a gennaio/febbraio).
Ricordo di aver nuotato sott'acqua un tempo assolutamente impossibile
durante una naumachia mentre Alberto Angela ne faceva il commento.
Ricordo distintamente di essere stata uno dei personaggi di un
videogioco che utilizza gli dei egizi come avatar. Poi ci sono tante
altre cose, molte che ricordo (feste medievali, guerra nel deserto,
cannibalismo e qualcosa da The 100) e molte di cui non ho oramai più memoria. Recentemente
ho scoperto che uno dei dettagli dei miei sogni era parzialmente
vero: ho sognato di bermi litri e litri di una fantastica e
rinfrescante bevanda a base di menta e acqua frizzante. E questa si è
rivelata essere mamma che mi bagnava le labbra con una garza imbevuta
d'acqua.
Nella
prossima puntata: fisioterapia, fisioterapia e brutte esperienze
notturne.
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